Domenica, 05 Set 2010
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Siglata l'intesa CTP - Carabinieri per un percorso di legalità e sicurezza PDF Stampa E-mail
Il presidente del Cpt Carlo Nicolini e il comandante colonnello Luciano Annicchiarico hanno firmato il protocollo d’intesa in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro in edilizia. Tra i punti sottoscritti per la durata di due anni: la formazione da parte del Cpt dei militari dell’Arma e lo scambio di informazioni al fine di programmare le attività ispettive e fornire consulenze alle aziende. La firma del protocollo d'intesa è stata l'occasione per Nicolini per lanciare l'idea di un certificato di qualità per imprese in regola.

I DATI DEL COMANDO CC. TUTELA LAVORO SULLE ISPEZIONI NEI CANTIERI (I SEMESTRE 2010)
 
Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa riguardante la prevenzione e la sicurezza sul lavoro in edilizia, CTP e Comando Carabinieri per la tutela del lavoro (Cctl) hanno messo a regime una collaborazione maturata nel tempo attraverso corsi di perfezionamento e aggiornamento dei militari dell’Arma in materia di sicurezza nei cantieri. In virtù di tali esperienze pregresse - sottolinea Carlo Nicolini, presidente del Ctp di Roma e Provincia – la firma del protocollo non rappresenta “un punto di partenza, ma una tappa del percorso intrapreso col Comando dei carabinieri associando le peculiarità della vigilanza del Comando e della prevenzione e della formazione del nostro Comitato”.

Un percorso - prosegue Nicolini – “che vorremmo estendere dalla Provincia di Roma al coordinamento dei Ctp del Lazio e, siccome l'esperimento è in corso in altre province italiane, pensiamo di poterlo estendere anche a livello nazionale”. Ma la sicurezza non può prescindere dalla legalità delle imprese che operano nel settore. Esiste, infatti, una correlazione diretta tra l’abbattimento illegale – o al limite della legalità - dei costi del lavoro e l’innalzamento dei costi umani pagati dai lavoratori. Senza contare come il deprezzamento del costo del lavoro generi uno squilibrio del mercato che costringerebbe le imprese virtuose a operare in un regime di concorrenza sleale. Tra le pieghe di questo disequilibrio, per di più in un periodo nel quale il settore è in ginocchio e scarseggiano gli investimenti, diventa facile per le organizzazioni criminali infiltrarsi e cancerizzare quel che resta di un’economia sana, blandita e poi strozzata dal miraggio della liquidità finanziaria dei sistemi criminali.

E nei cantieri della capitale l’allarme infiltrazioni mafiose ha raggiunto una soglia preoccupante. Per questo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa, il presidente Nicolini ha voluto precisare che “al Comitato paritetico territoriale sta molto a cuore anche l'aspetto che riguarda l'infiltrazione malavitosa”. Una piaga difficilmente individuabile ma che emerge da un sintomo, da un’alterazione di sistema come il massimo ribasso.
“Noi - ha spiegato Nicolini - assistiamo ultimamente ad appalti di opere pubbliche che sono a prezzi di saldo. Per quanto riguarda il punto di vista del sindacato e dei datori di lavoro sono fatti inconcepibili, a noi danno certezza che esista una situazione di grande difficoltà delle imprese insieme al rischio di infiltrazione malavitosa. Perché ribassi del 50%, 60% negli appalti pubblici non possono che evidenziare illegalità. Si tratta di offerte in saldo dei lavori pubblici - prosegue Nicolini - che fanno sì che imprese strutturate da anni, che hanno tutte le carte in regola, oggi non possono partecipare alle gare. Sono alla finestra”. Una situazione al limite che non risparmia nemmeno il Campidoglio visto che - denuncia Nicolini - “anche negli appalti del Comune di Roma ci sono ribassi del 58% ed è un'indecenza”.

Nell’ideale percorso di legalità e sicurezza promosso dal CTP non può mancare - ricorda ancora Nicolini – un punto fondamentale quale il miglioramento dell’organizzazione e la messa in regola delle imprese attraverso un semplice adempimento della normativa fino al rilascio del Bollino di Qualità che certifichi da una parte il completamento di un percorso di legalità e dall’altra funga da incentivo per le imprese che vogliono emergere da un’economia sommersa. Il Bollino di Qualità avrebbe, inoltre, la funzione di filtro di accesso ad una ''White List'' di imprese virtuose, riconoscibili e trasparenti.